Urd Café, l'angolo universitario :3

Descrizione...?-_- Boh, cioè...che ne so!Eppure di blog ne avrò fatti a milioni!Uhm...diciamo che è il nuovo delirante diario rosa(ROSA??!Ma io lo odio il rosa!ç_ç) di una ventenne aspirante architettetto/disegnatrice, innamorata del suo ragazzo alla follia, che vi racconterà delle sue AVVENTURE universitarie e non solo!

martedì, dicembre 09, 2008

Il gioco delle parti


Oggi vado per fare l'ISEE al Caf.
Scena:

Urd viene fatta accomodare alla postazione numero 2
URD (con ENFASI): - Devo fare l'ISEE: ecco i documenti! - estrae da una busta un plico di fogli alto 5 cm, perché non si sa mai che vogliano sapere anche il nome del cercopiteco imbalsamato che tengo in cantina (sì, lo so...quale cantina?)
SIGNORINA: - Oh, ma (sorride) non ci vogliono altri documenti se lo ha già fatto.
URD (cadendo dalle nuvole): - Eh?-
SIGNORINA: - Ma sì, l'ISEE è sempre uguale, basta cambiare un dato.
URD (molto più che sbalordita?): - Cioé...mi sta dicendo che finalmente hanno informatizzato
SIGNORINA: - Sì... - la signorina controlla il 730, scrive qualche dato e manda in stampa il documento.
URD (che ancora non si capacita): - Sa mica a che ora posso andare a consegnar...- viene bruscamente interrotta dalla signorina:
S: - Non devi consegnare nulla, lo mandiamo noi all'università per via telematica!



Ommioddio! Urd prende le sembianze di un qualsiasi quadro di Munch (a scelta dell'utente tra: "Bambina malata", "L'urlo"/"Il grido" e "Ceneri" -> gli altri sono troppo tragici ù_ù).

Ora mi spiego molte cose, soprattutto il motivo della pioggia (e del terremoto a Terni XD)!

Ovviamente, non convinta, sono comunque andata alla segreteria dell'università per chiedere conferma.
A quanto pare qualcosa nel cervello di chi organizza 'sta roba ha iniziato a girare. Ci hanno messo solo...quanto? Va be' su! Ora non facciamo i pignoli...

E dire che io ero già pronta con la mia polemica sul "Menomale che vogliono diminuire lo spreco di carta!". Per una volta mi sono dovuta ricredere. E sono contenta!


Intanto, cambiando discorso, la lotta universitaria sta entrando nel vivo... L'onda colpirà venerdì, di nuovo, con tutta la sua forza*_*/!



Per il resto: amarezza, un po' di malinconia, rabbia ed impotenza verso cose che invece, purtroppo, son più grandi di noi. Ma lotterò, come sempre. Spero di combinare qualcosa di buono almeno. Dicembre del... ehm... piccole considerazioni su certi avvenimenti brutti che colpiscono nel periodo Natalizio.



La morte non aspetta proprio mai...stronza.


venerdì, ottobre 31, 2008

C'ho messo la faccia


Contro la legge 133 e il magico trio Brunetta-Tremonti-Gelmini, io c'ho messo la faccia (dopo 4 ore di manifestazione...e si vede!XD).

La foto è stata fatta da robertopais per l'iniziativa mettici la faccia
Se volete partecipare, potete farlo anche voi... andate qui

L'idea mi piace moltissimo e poi, se mi devono arrestare sono già schedata u_u perfetto. Non ho più scampo XD
Coraggio, facciamo vedere che non ci nascondiamo e che non raccogliamo le provocazioni :)!

E intanto ringrazio i ragazzi che fanno le foto, perché sono stati acnhe super veloci a metterle online (e poi sono tutte molto belle, ovviamente per me è il soggetto che non è il massimo XD!)


mercoledì, ottobre 29, 2008

Tensione (superficiale?)

Guardo fuori.
Piove ancora.
E pioverà anche domani.

martedì, ottobre 28, 2008

Idiocracy...?

Parlando con altri studenti, ho trovato molta solidarietà e voglia di cambiare le cose. Sono felice che non siano tutti "zombie da Resident Evil" come direbbe Capa.

Ho anche partecipato alla manifestazione di Giovedì scorso, trovandola davvero ben fatta, senza slogan. Un solo ed unico corteo funebre per la scuola e le università pubbliche. A momenti piangevo sul serio, perché la situazione è aberrante.


Detto questo, vi riporto il "Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso in difesa della Scuola nazionale, Roma, 11 febbraio 1950" che la facoltà di Lingue Orientali dell'università La Sapienza di Roma, ha pubblicato sul suo sito (ringrazio moltissimo Makichan!):

da: "Scuola democratica", 20 marzo 1950.

“Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.

C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private.

Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta.

Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei"

[http://w3.uniroma1.it/studiorientali/varia/2008-9/Calamandrei%20sulla%20scuola.htm]
[facoltà di Lingue Orientali presso La Sapienza - Roma - FORUM]
[In alto la locandina del film Idiocracy - dal blog -> http://tnaron.wordpress.com/]

venerdì, ottobre 17, 2008

Disinformazione UNIVERSALE




Bene! *Sospiro amaro*
Siamo giunti al momento in cui non se ne può veramente più, ergo la mia furia dilagherà:

NESSUNO PARLA DELLA SITUAZIONE UNIVERSITARIA!

E mi riferisco ai media, ovviamente.
Sono tutti focalizzati al massimo sulla scuola, quando la situazione è molto grave per gli atenei italiani! Fanno vedere i servizi, NON nominando mai la parola UNIVERSITA', ma solo e sempre SCUOLA-GREMBIULI-MAESTRO UNICO-VOTO IN CONDOTTA.

La situazione è GRAVE e la disinformazione dilaga, come se noi fossimo tutti dei pazzi che parlano ad alieni. Le risposte che vengono date sono "Non si può sempre dire di no a tutto", grandissimo Napolitano! Grandioso...e aspetta...l'altra parola è "Disinformazione".
Ok: nessuno ne parla, grazie al cazz*! E a me sembra che le informazioni ci siano solo perché ce le siamo prese, se poi volessero discutere ben venga, ma parlano di tutto tranne che del problema. Chissà perché? Forse perché pensano che alla domanda "Voi cosa fareste? Bisogna trovare i soldi da qualche parte!" risponderemmo: "Potreste prenderli dai vostri stipendi!"
Comunque più che leggere la finanziaria io non so dove andarmele a pescare certe INFORMAZIONI, visto che non solo in tv (dove il Tg5 è riuscito a propinare un servizio pressoché inutile sui cortei per la scuola [ho già detto che la parola università è stata censurata], e poi uno sui BOTTONI! Sui BOTTONI DICO IO!!! BOTTONI!!! MIO. DIO: BOTTONI!) , ma anche online (La Repubblica non riporta cosa accade a Pisa, che è stata una delle prime città a mobilitarsi, se non LA prima).

Io sono senza parole, dico davvero, e ci sono ancora ragazzi della mia età che pensano che sia una perdita di tempo -__-' e che il provvedimento serva a levare personale inutile.

Io non mi arrenderò mai, come spero non si arrendano i compagni e i docenti.

E allo stesso tempo sono preoccupata, perché qui mi pare che tutti facciano finta di niente, distribuendo ogni tanto parole semplici per far vedere che il problema e i cortei siano inutili. Prendono tempo, convinti che così molleremo.
Ma si sbagliano di grosso...

Effetti legge 133

  • Tagli al fondo di finanziamento ordinario per le università (FFO)
  • Sostanziale obbligo di trasformazione dell'università pubblica in fondazione universitaria privata
  • Riduzione del corpo docente e di ricerca
  • Blocco del turn over al 20% (un assunto ogni 5 pensionamenti)
  • Condizionamento e sostanziale morte del settore della ricerca
  • Impossibilità di ricambio generazionale nel settore della docenza universitaria

lunedì, ottobre 13, 2008

NO alla legge 133/2008 sull'università

Dal sito: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

"Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l'ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e' esercitata dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e' assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell'ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell'ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime."

Questo è solo uno degli articoli/provvedimenti previsti dalla nuova cazz...legge approvata ad Agosto.

Avrei voluto scrivere un sacco di cose, riguardanti il mio periodo di assenza, ma adesso ciò che mi preme è parlare della legge finanziaria per quel che riguarda l'università.

Perché i media non ne parlano?

Ragazzi, la situazione FA SCHIFO. Fate circolare le iniziative, perché dobbiamo difendere l'università.

La legge 133/2008 è una vergogna! Tutti si preoccupano del voto in condotta alle elementari (-_-'), quando i problemi sono MOLTI altri! Vi invito a leggere gli articoli al link: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

E a dare un'occhiata al blog: http://universitadasalvare.blogspot.com/

lunedì, giugno 02, 2008

30 anni in un secondo

A quanto pare la crisi dei vent'anni si sta protraendo più del dovuto...chissà...forse mi accompagnerà fino ai trenta e a quel punto sarò in altra crisi (posto che in realtà, contando che finirò i 5 anni dell'università a 23anni, 4/5 saranno di fuori corso, 2/3 di senza lavoro stabile [ottimismo olè], 30 anni li ho già adesso!, che poi a quel punto...vorresti avere un figlio? Naaa...che ho appena trovato lavoro, non posso mica mettermi in maternità... Tralasciando che sarò ancora a vivere coi miei, prendendomi pure l'appellativo di bambocciona, evvai!).

Mah, ad ogni periodo della vita il suo...no?

Ecco, questo è quello in cui, da adolescente matta, sono nella crisalide che precede l'essere adulti. Andiamo...mi avete vista? *suppongo di no, se non in foto* Sono al terzo anno di università e tutti mi danno massimo 17 anni...! E se qualcuno commenta con un "Beh, ma quando ne avrai trenta ne dimostrerai venti" lo uccido, uomo avvisato...

Ad ogni modo, è il periodo del distacco.
Nel mio bel bozzolo, in cui mi ritrovo ad essere un mezzo bruco un po' sfigato, osservo le novità.

Non vado più d'accordo con mia madre.

Parliamo molto più di prima, eppure non ci capiamo.
Non sempre almeno.
Io sono diventata fredda, poco affettuosa, se mi scappa un "ti voglio bene" mi sento quasi strana.
Quando lei è in crisi io non riesco a parlare, o a consolarla, mi spremo, eppure rimango zitta.
Mi sento bloccata. E a quel punto lei mi dice che sono una persona strana, che non mi capisce.

Il discorso in se, questo su mia madre e me, mi mette in difficoltà. Mi fa soffrire piano, dentro.

L'inizio, se vogliamo, è posto in un momento preciso: da quando lei non si sveglia più presto alla mattina. Non la incontro mai a fare colazione, il caffè lo prepara il giorno prima e lo lascia già fatto.
Ecco. Quano lei ha iniziato a svegliarsi tardi, tutto è mutato, come un'ecosistema che perde un anello della sua catena.

E dire che a pensarci, mi si inumidiscono gli occhi, senza che possa fare nulla per evitarlo.

Mi sento a metà, tra il desiderio di indipendenza e la mancanza dei miei. La paura di andare avanti, di diventare farfalla (posto che un bruchetto come me possa diventarlo davvero...chissà).

Così ora, che quando c'è una discussione mi impongo, pretendo di aver ragione e rimango solida, lei mi guarda come se fossi impazzita, probabilmente chiedendosi dov'è la figlia che non diceva nulla ad ogni cazziata.

Forse anc
he lei si trova a dover accettare che sono cresciuta. Che ho ideali e principi. E per carità, li avevo anche prima, ma mentre il suo giudizio mi sembrava fondamentale, ora mi rendo conto che no, non è così. Posso andare avanti da sola, posso difendere le mie ragioni.

E' terribilmente difficile. Questo è quanto.



[image: Jennifer Garner in 30 anni in un secondo]